domenica 22 aprile 2012
sabato 14 aprile 2012
Referendum n. 1:
“Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 2 gennaio 1997, n. 4 e successive integrazioni e modificazioni recante disposizioni in materia di “Riassetto generale delle Province e procedure ordinarie per l’istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali?”.
Referendum n. 2: “Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 1 luglio 2002, n. 10 recante disposizioni in materia di “Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove Province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”.
Referendum n. 3: “Volete voi che sia abrogata la deliberazione del Consiglio regionale della Sardegna del 31 marzo 1999 (pubblicata sul BURAS n. 11 del 9 aprile 1999) contenente “La previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”.
Referendum n. 4: “Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 12 luglio 2001, n. 9 recante disposizioni in materia di “Istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell’Ogliastra e di Olbia-Tempio?”.
Referendum n. 5: “Siete voi favorevoli all’abolizione delle quattro province “storiche” della Sardegna, Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano?”.
Referendum n. 6: “Siete voi favorevoli alla riscrittura dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna da parte di un’ Assemblea Costituente eletta a suffragio universale da tutti i cittadini sardi?”.
Referendum n. 7: “Siete voi favorevoli all’elezione diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, scelto attraverso elezioni primarie normate per legge?”.
Referendum n. 8: “Volete voi che sia abrogato l’art. 1 della legge regionale sarda 7 aprile 1966, n. 2 recante “Provvedimenti relativi al Consiglio regionale della Sardegna” e successive modificazioni?”.
Referendum n. 9: “Siete voi favorevoli all’abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione Autonoma della Sardegna?”.
Referendum n. 10: “Siete voi favorevoli alla riduzione a cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna?”.
Referendum n. 2: “Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 1 luglio 2002, n. 10 recante disposizioni in materia di “Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove Province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”.
Referendum n. 3: “Volete voi che sia abrogata la deliberazione del Consiglio regionale della Sardegna del 31 marzo 1999 (pubblicata sul BURAS n. 11 del 9 aprile 1999) contenente “La previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”.
Referendum n. 4: “Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 12 luglio 2001, n. 9 recante disposizioni in materia di “Istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell’Ogliastra e di Olbia-Tempio?”.
Referendum n. 5: “Siete voi favorevoli all’abolizione delle quattro province “storiche” della Sardegna, Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano?”.
Referendum n. 6: “Siete voi favorevoli alla riscrittura dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna da parte di un’ Assemblea Costituente eletta a suffragio universale da tutti i cittadini sardi?”.
Referendum n. 7: “Siete voi favorevoli all’elezione diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, scelto attraverso elezioni primarie normate per legge?”.
Referendum n. 8: “Volete voi che sia abrogato l’art. 1 della legge regionale sarda 7 aprile 1966, n. 2 recante “Provvedimenti relativi al Consiglio regionale della Sardegna” e successive modificazioni?”.
Referendum n. 9: “Siete voi favorevoli all’abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione Autonoma della Sardegna?”.
Referendum n. 10: “Siete voi favorevoli alla riduzione a cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna?”.
mercoledì 4 aprile 2012
Donato Zanda
Siamo vicini ai cari di Donato che troppo presto ci ha lasciato, sentite condoglianze e un abbraccio da parte di tutto il gruppo della Civica San Sperate
Ti sia lieve la terra Donato
Ti sia lieve la terra Donato
giovedì 29 marzo 2012
Fabio Pillitu: Ci siamo
confrontati e abbiamo preso decisioni importanti in serenità. Abbiamo scelto il
nostro candidato sindaco, da proporre a chi vuol partecipare al nostro
progetto, in base all’esperienza, alla conoscenza dei problemi del paese e del
funzionamento della macchina amministrativa. Soprattutto puntando sulla fiducia
che tutto il gruppo ripone in questa persona, fiducia guadagnata in anni di
collaborazione e di lavoro fianco a fianco.
Niente nomi per ora, in questo
momento ci interessa di più che l’attenzione di tutti verta su un progetto e
non su un volto. Quel che più conta in generale per il nostro gruppo non è
avere un leader ma una squadra affiatata e un’idea di sviluppo condivisa per
San Sperate.
Abbiamo individuato sei punti fondamentali sui
quali tracciare delle “linee di guida”, un progetto di governo del paese da
proporre e su cui confrontarci. Un progetto da sviluppare nel dettaglio e in
modo operativo con l’apporto di tutti i cittadini partendo da quelle che sono
le loro reali necessità a tutti i
livelli.
Enrico Collu: In vista
delle prossime elezioni comunali ripartiamo con il nostro voler essere “ lista
civica” a tutti gli effetti fuori dai tradizionali partiti politici di
qualsiasi colore che sempre più sembrano distanti dai problemi della gente.
Ripartiamo dalla nostra unità di gruppo e dalla nostra esperienza
amministrativa, da priorità imprescindibili come ad esempio la trasparenza
amministrativa e il coinvolgimento di tutte le parti sociali nelle azioni di government
.
Ripartiamo anche con la necessità
di rinnovarci coinvolgendo volti nuovi e giovani da far crescere al nostro
fianco con pari dignità. L’obiettivo, in questo periodo di grande crisi non
solo economica ma anche di identità, è creare i presupposti per una continuità amministrativa
e una consapevolezza delle nostre risorse. Elementi che riteniamo fondamentali
per il miglioramento della qualità della vita e dello sviluppo sociale e
culturale del nostro bellissimo paese.
Cos’è CIVICA SAN SPERATE
Civica San Sperate è formata da un gruppo di cittadini profondamente
motivati che nel loro quotidiano offrono un contributo attivo al paese nei vari
settori del sociale. Il gruppo non è chiuso ma in continua crescita e
rinnovamento, aperto al dialogo e a tutti coloro che intendono dare la propria
collaborazione al servizio della comunità.
Perchè CIVICA
SAN SPERATE
Al centro del
nostro progetto c’è l’impegno comune e condiviso per San Sperate al fine di far
prevalere sempre e comunque l’interesse della comunità e non del singolo.
CIVICA
SAN SPERATE negli
anni
Da sempre
contraddistintosi per la compattezza e l’unità, il gruppo opera ormai da ben 14
anni: i primi 9 con la giunta Mattana e gli ultimi 5 all’opposizione svolgendo
un’azione coerente senza mai cedere alla tentazione dei "ribaltoni".
Il nostro programma
Civica San Sperate vuole costruire un futuro fondato sugli
elementi che costituiscono l’identità di San Sperate: l’agricoltura, l’artigianato
e la cultura. Le nostre priorità saranno quelle di promuovere azioni a sostegno
dei cittadini in difficoltà; realizzare spazi adeguati ai giovani, alle
famiglie e agli anziani; valorizzare il territorio senza “consumarlo” in folli
speculazioni; curare l’arredo urbano e la pulizia del paese; realizzare una
viabilità per decongestionare le nostre strade; mostrare una particolare
attenzione alle tante associazioni operanti nel nostro paese.
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